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L’apparato
oculare dei pazienti affetti da Malattia di Crohn e Colite ulcerosa,
può essere interessato nel corso della malattia in una percentuale
che oscilla, secondo diverse casistiche, tra il 2 ed il 12 % ( 6
- 8 % nella Malattia di Crohn e 5 - 12 % nella Colite ulcerosa ).
Si
tratta in genere di alterazioni di tipo infiammatorio o conseguenti
alle terapie effettuate per la patologia primaria.
Il
primo a descrivere una concomitanza di alterazioni oculari nelle
malattie infiammatorie croniche dell’intestino ( M.I.C.I. ) fu proprio
Crohn
nel 1925.
I
pazienti hanno in genere un’età media di 37 anni con una prevalenza
delle donne rispetto agli uomini ( 2:1 ).
L’apparato
oculare può essere interessato in misura diversa e con caratteri
di differente gravità in uno o più distretti oculari.
Come
si può vedere dall’elenco riportato nella Tabella 1 gli occhi possono
presentare alterazioni dalle palpebre fino alla cavità orbitaria
ed
alle vie ottiche.
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Struttura
anatomica o funzione
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Processo
patologico
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Palpebre
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Blefariti
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Congiuntiva
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Congiuntiviti
ricorrenti, blefarocongiuntiviti
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Superficie
oculare
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Sindrome
dell’occhio secco ( sindr.di Sjogren )
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Sclera
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Scleriti,
episcleriti
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Cornea
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Cheratiti,
infiltrati corneali, ulcere corneali
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Uvea
(
iride, corpo ciliare e
coroide
)
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Uveiti
(
soprattutto iriti, iridocicliti, coroiditi )
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Idrodinamica
oculare
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Glaucoma
( secondario alle uveiti o iatrogeno da terapia cortisonica
)
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Cristallino
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Cataratta
( secondaria alle uveiti o iatrogena da terapia cortisonica
)
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Vitreo
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Addensamenti
di natura infiammatoria
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Retina
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Edema
ed emorragie maculari
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Nervo
ottico e
Vie
ottiche
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Papilliti,
otticopatie, vasculiti retiniche
Sindromi
chiasmatiche
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Orbita
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Edema
orbitario, cellulite orbitaria, miosite
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Tabella
1
Fortunatamente
le patologie di una certa gravità sono meno frequenti e il più delle
volte sono correlate all’attività della Malattia di Crohn e della
Colite ulcerosa ( Figura 1 ).

Figura
1
Nella
Colite ulcerosa le alterazioni corneali risultano meno incidenti,
mentre, secondo alcuni autori, l’incidenza delle uveiti è maggiore
nel Crohn ( 12% in alcune casistiche ).
Per
una migliore comprensione di quanto riportato nella tabella ed in
seguito, può essere utile fare qualche cenno sulle strutture anatomiche
dell’apparato oculare ( Figure 2 e 3 ).
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Figura 2
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Figura
3
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Le
palpebre rappresentano una sorta di “saracinesca”
protettiva per i nostri occhi. La loro faccia interna è rivestita
da un "velo" di tessuto, la
congiuntiva, che ricopre anche
la porzione anteriore della sclera, reduplicandosi su sé stessa,
in modo da favorire lo scorrimento delle palpebre sul bulbo e proteggere
le strutture orbitarie più profonde. E’ oggetto di patologie infiammatorie
molto diffuse ( congiuntiviti
).
La
cornea rappresenta la superficie anteriore
trasparente "la faccia anteriore dell’obiettivo" della
"telecamera occhio". E’ costituita da
un
tessuto trasparente di circa 12 mm di diametro che costituisce il
1/3 anteriore del globo oculare. La sua trasparenza è di importanza
cruciale per la trasmissione delle immagini all’interno del bulbo.
E’ oggetto di molte patologie di natura infiammatoria, degenerativa,
traumatica etc. La cornea è un tessuto che può essere sostituito
mediante un trapianto da donatore.
La
camera anteriore è quella porzione di
spazio delimitata dalla cornea anteriormente, dall’iride e dalla
faccia anteriore della lente posteriormente, riempita da un liquido
denominato "umor acqueo" la cui trasparenza è di importanza
fondamentale per la visione.
L' iride ha una forma di corona circolare
in proiezione antero-posteriore, e determina il diametro dell’apertura
pupillare ( il vero e proprio "diaframma" della "telecamera
occhio" ). Può presentare le tonalità di colore più disparate,
in funzione di molti parametri. Al suo interno sono presenti 2 muscoli
che dilatano o costringono l’apertura pupillare per permettere il
passaggio di più luce (in condizioni di scarsa illuminazione) o
di meno luce (in condizioni di forte illuminazione dell’ambiente).
Al centro dell’iride vi è la pupilla, il cui diametro varia
in
funzione dello stato di contrazione della muscolatura iridea.
La coroide è una struttura prevalentemente
vascolare, deputata al nutrimento di alcuni degli strati retinici.
Iride, coroide e corpo
ciliare
(
una struttura intermedia deputata a varie funzioni tra cui la produzione
dell’umore acqueo ) costituiscono la tonaca vascolare dell’occhio
detta anche uvea.
La lente ( o cristallino ) è il vero e proprio "obiettivo" dell’occhio, una lente
capace di farci mettere a fuoco le immagini come, e molto meglio
delle macchine autofocus ( per lo meno fino a quando perde questa
capacità, per via dell’età, dando luogo ad un fenomeno noto come
"presbiopia" ). Quando perde la sua trasparenza, "ingiallendosi",
si ha la “cataratta” e può essere sostituita con lenti intraoculari
( "cristallino artificiale" ).
Il
vitreo è la gelatina che riempie i 3/4
posteriori del volume oculare, lo spazio definito "camera vitrea",
posto dietro il cristallino e davanti alla retina. E’ la vera e
propria "camera oscura" dell’occhio, un’ambiente in cui
la riflessione delle immagini sia limitata al minimo, al fine di
favorire l’impressionamento della superficie fotosensibile che è
la retina. Con il tempo il vitreo va incontro ad alterazioni del
suo stato, passando da gelatinoso a liquido. Quando questo avviene,
il paziente può esperire fenomeni di "visione di mosche volanti"
o "moscerini", dovuti alla sua alterazione, in un fenomeno
noto come "distacco posteriore del vitreo" .
La retina è la struttura oculare sensibile
alla luce, "la pellicola" dell’occhio. Si tratta di un
tessuto di origine analoga al sistema nervoso centrale, di complicatissima
anatomia, che è in grado di "ricevere" le immagini e inviarle,
opportunamente codificate, alla corteccia cerebrale, tramite il
nervo ottico. Può andare incontro a complesse patologie, di natura
traumatica, infiammatoria e degenerativa.
La sclera è l’involucro bianco-splendente
che costituisce i 5/6 del globo oculare, ha funzioni di sostegno,
protezione, mantenimento della forma.
L'
orbita rappresenta il “contenitore” del bulbo oculare e delle strutture retrobulbari ( grasso orbitario,
muscoli oculari, vasi, nervo ottico ) ed è costituita dall’assemblaggio
di alcune ossa del cranio.
Le vie ottiche rappresentano i “cavi elettrici”
della “telecamera-occhio” che trasportano le immagini alla “cabina
di regia” che le elabora. Quest’ultimo processo ( la visione ) è
di competenza della corteccia occipitale.
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Segue
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