DIAGNOSI ISTOPATOLOGICA DELLE COLITI IDIOPATICHE 

( Malattia di Crohn e Colite ulcerosa )

Pagina 2 di 3

Vincenzo Villanacci

2° Servizio di Anatomia e Istologia patologica 

Spedali Civili di Brescia

 

Le Coliti Ischemiche sono condizioni legate ad un arresto totale o parziale del flusso ematico a livello intestinale o colico per le ragioni più svariate aterosclerosi , embolie, compressioni in tutte queste forme quale che ne sia la causa l’elemento morfologico è il riscontro di necrosi coagulativa nonché di trombosi delle strutture vascolari che permettono la diagnosi ( Figura 5 ).

A

Figura 5 - Colite ischemica 

Necrosi coagulativa superficiale 

( freccia )

La Colite Pseudomembranosa è generalmente legata all’impiego di antibiotici che determinano la prevalenza di un batterio il Clostridium difficile la cui tossina è patogena; anche in questo caso l’esame istologico è determinante in quanto l’aspetto classico è rappresentato da un accumulo di fibrina e granulociti eosinofili inizialmente sulla superfice della mucosa a formare le classiche pseudo-menbrane  (Tipo I ) successivamente negli elementi ghiandolari  che si dilatano e assottigliano con aree di necrosi ( Tipo II ) e infine una necrosi diffusa talvolta indistinguibile dalla necrosi ischemica ( Tipo III ) ( Figura 6 ).

A
Figura 6 - Colite Pseudomembranosa

A queste forme “ classiche “ si possono aggiungere tutta una serie di forme particolari che citeremo per completezza la Colite Collagena, la Colite Allergica, la Colite Linfocitica ed altre .

Una volta considerate  e naturalmente escluse queste forme entriamo nel capitolo delle coliti idiopatiche e di conseguenza nel dilemma: Malattia di Crohn o Colite Ulcerosa ?

Un aiuto alla diagnosi istologica, è importante ricordarlo, è fornito  in questa fase dall’esame macroscopico quindi endoscopico vale a dire se la mucosa è interessata in modo continuo oppure in modo discontinuo ; le ulcere ampie, confluenti nella Colite Ulcerosa; sottili, a colpo d’unghia nella Malattia Crohn, ma è sempre l’esame microscopico che dà la certezza e quindi anche qui quali sono gli elementi diagnostici?

Per la Colite Ulcerosa ( Figure 7 e 8 ) sono :

severa distorsione architetturale degli elementi ghiandolari

diffusa diminuzione della densità numerica delle ghiandole stesse

aspetto “villoso” ossia irregolare talora con erosioni o ulcere della superfice epiteliale

densa e diffusa infiltrazione infiammatoria della lamina propria

severa deplezione dell’attività mucipara 

A

Figura 7 - Colite ulcerosa in fase attiva

A
Figura 8 - Colite ulcerosa in fase di remissione

Per la Malattia di Crohn ( Figura 9 ) sono :

granulomi epitelioidei

distorsione discontinua degli elementi ghiandolari

infiammazione discontinua

focale criptite   

A
Figura 9 - Malattia di Crohn con tipici granulomi nella porzione profonda della mucosa

Questi,in sintesi sono gli elementi morfologici che permettono di porre una diagnosi differenziale, in particolare la severa distorsione architetturale degli elementi ghiandolari è un elemento cardine nella diagnostica della colite ulcerosa sebbene sia da ricordare come questa condizione patologica sia suddivisibile in tre fasi morfologiche e cliniche vale a dire una Fase Attiva, una Fase di Risoluzione ed una di Remissione o Quiescenza in cui da una condizione di severa infiammazione si passa ad un ritorno verso la normalità in cui tuttavia come elemento diagnostico fondamentale permane un severo disturbo architetturale pur in presenza di un ritorno ad una normale attività mucipara da parte degli elementi ghiandolari.

Nel Crohn è soprattutto da valutare la segmentarietà del processo infiammatorio nonché il riscontro di granulomi epitelioidei in cui va sempre compiuta una colorazione di Ziehl Neelsen per escludere una tubercolosi o una  micobatteriosi atipica.

In ultima analisi la diagnosi dipende dall’insieme di opinioni cliniche,aspetti radiologici ed endoscopici, ma soprattutto dall’esame di multiple biopsie coliche e, nel caso del Crohn anche della mucosa dell’ileo terminale, ma anche dall’esperienza del patologo.

Segue a Pagina 3