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Le
Coliti Ischemiche sono
condizioni legate ad un arresto totale o parziale del flusso ematico
a livello intestinale o colico per le ragioni più svariate aterosclerosi
, embolie, compressioni in tutte queste forme quale che ne sia la
causa l’elemento morfologico è il riscontro di necrosi coagulativa
nonché di trombosi delle strutture vascolari che permettono la diagnosi
( Figura 5 ).
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Figura 5 - Colite
ischemica
Necrosi coagulativa
superficiale
( freccia )
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La
Colite Pseudomembranosa
è generalmente legata all’impiego di antibiotici che determinano
la prevalenza di un batterio il Clostridium difficile la cui tossina
è patogena; anche in questo caso l’esame istologico è determinante
in quanto l’aspetto classico è rappresentato da un accumulo di fibrina
e granulociti eosinofili inizialmente sulla superfice della mucosa
a formare le classiche pseudo-menbrane (Tipo I ) successivamente negli elementi ghiandolari
che si dilatano e assottigliano con aree di necrosi ( Tipo
II ) e infine una necrosi diffusa talvolta indistinguibile dalla
necrosi ischemica ( Tipo III ) ( Figura 6 ).
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Figura 6 - Colite
Pseudomembranosa |
A
queste forme “ classiche “ si possono aggiungere tutta una serie
di forme particolari che citeremo per completezza la Colite Collagena, la Colite
Allergica, la Colite
Linfocitica ed altre .
Una
volta considerate e
naturalmente escluse queste forme entriamo nel capitolo delle coliti
idiopatiche e di conseguenza nel
dilemma: Malattia di Crohn o Colite Ulcerosa ?
Un
aiuto alla diagnosi istologica, è importante ricordarlo, è fornito
in questa fase dall’esame macroscopico quindi endoscopico
vale a dire se la mucosa è interessata in modo continuo oppure in
modo discontinuo ; le ulcere ampie, confluenti nella Colite Ulcerosa;
sottili, a colpo d’unghia nella Malattia Crohn, ma è sempre l’esame
microscopico che dà la certezza e quindi anche qui quali sono gli
elementi diagnostici?
Per
la Colite Ulcerosa (
Figure 7 e 8 ) sono
:
severa
distorsione architetturale degli elementi ghiandolari
diffusa
diminuzione della densità numerica delle ghiandole stesse
aspetto
“villoso” ossia irregolare talora con erosioni o ulcere della superfice
epiteliale
densa
e diffusa infiltrazione infiammatoria della lamina propria
severa
deplezione dell’attività mucipara
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Figura 7 - Colite ulcerosa in
fase attiva
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Figura 8 - Colite ulcerosa in
fase di remissione |
Per
la Malattia di Crohn (
Figura 9 ) sono
:
granulomi
epitelioidei
distorsione
discontinua degli elementi ghiandolari
infiammazione
discontinua
focale
criptite
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Figura 9 - Malattia
di Crohn con tipici granulomi nella porzione profonda della
mucosa |
Questi,in
sintesi sono gli elementi morfologici che permettono di porre una
diagnosi differenziale, in particolare la severa distorsione architetturale
degli elementi ghiandolari è un elemento cardine nella diagnostica
della colite ulcerosa sebbene sia da ricordare come questa condizione
patologica sia suddivisibile in tre fasi morfologiche e cliniche
vale a dire una Fase Attiva,
una Fase di Risoluzione ed una di Remissione
o Quiescenza in cui da una condizione di severa infiammazione
si passa ad un ritorno verso la normalità in cui tuttavia come elemento
diagnostico fondamentale permane un severo disturbo architetturale
pur in presenza di un ritorno ad una normale attività mucipara da
parte degli elementi ghiandolari.
Nel
Crohn è soprattutto da valutare la segmentarietà del processo infiammatorio
nonché il riscontro di granulomi epitelioidei in cui va sempre compiuta
una colorazione di Ziehl Neelsen per escludere una tubercolosi o
una micobatteriosi
atipica.
In
ultima analisi la diagnosi dipende dall’insieme di opinioni cliniche,aspetti
radiologici ed endoscopici, ma soprattutto dall’esame di multiple
biopsie coliche e, nel caso del Crohn anche della mucosa dell’ileo
terminale, ma anche dall’esperienza del patologo.
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