CUTE E MALATTIE INFIAMMATORIE CRONICHE INTESTINALI

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Eugenio Rossi

Dirigente 1° livello - Unità operativa di Dermatologia

Ospedale San Gerardo - Monza ( MI )

 

In tempi di interdisciplinarietà, la cute e le Malattie Infiammatorie Croniche Intestinali (M.I.C.I.) rappresentano un ideale modello di scambio e di collaborazione tra due diverse specialità mediche : la gastroenterologia e la dermatologia. Infatti se da un lato è il dermatologo nell’osservare la cute dei pazienti il primo interlocutore che può sospettare una patologia infiammatoria intestinale altrimenti sconosciuta, altrettanto importante è l’intervento del gastroenterologo il quale si trova a gestire lesioni cutaneo-mucose delle quali deve stabilire un legame con una malattia del tratto digestivo peraltro già nota.

Le M.I.C.I. sono patologie che interessano più frequentemente  gli adolescenti e i giovani adulti con un’andamento di solito caratterizzato dall’alternarsi di periodi di quiescenza e periodi di acuzie. Si distinguono due entità cliniche che sono: la Rettocolite ulcerosa (RCU) e la Malattia di Crohn (MC). Tra le sedi d’interessamento extra digestivo, la cute e l’apparato osteo-articolare, sono le più coinvolte. Restando in ambito strettamente dermatologico, le lesioni cutanee possono apparire nel corso di una patologia infiammatoria cronica intestinale già ben nota, oppure precedere o accompagnare l’interessamento intestinale, permettendo in questo modo una diagnosi precoce di un’affezione presente solamente in fase di latenza.

La percentuale stimata di manifestazioni cutaneo-mucose nelle M.I.C.I. è molto variabile da casistica a casistica, potendo andare dal 2 % fino all’ 85 %. In uno studio prospettico condotto su 100 pazienti alcuni Autori hanno riscontrato che il 65 % dei portatori di MC e il 37 % dei portatori di RCU presentava segni cutanei correlati alla loro malattia.

Per semplicità possiamo suddividerle in quattro gruppi: 

1) Dermatosi reattive d'accompagnamento : si tratta di diverse affezioni che non sempre evolvono parallelamente alla patologia intestinale.  

 

2) Lesioni granulomatose specifiche : sono così definite perché all’esame istologico l’elemento più caratteristico rinvenuto è il granuloma gigantocellulare. 

 

3) Manifestazioni carenziali : eccezionali nella RCU, dovute per lo più a una sindrome da malassorbimento.

 

4) Autoimmuni : cosi chiamate in senso generico, non inseribili nei precedenti tre gruppi e con una percentuale di associazione e influenza con una malattia infiammatoria, variabile da una forma all’altra.

 

DERMATOSI REATTIVE D’ACCOMPAGNAMENTO

 

Aftosi buccale : Secondo alcuni Autori la loro prevalenza è di circa poco differente rispetto alla popolazione normale ( 5% ), secondo altri Autori in realtà sarebbe più elevata arrivando anche al 20 %. Clinicamente appaiono come comuni afte, cioè piccole erosioni rotondeggianti, dal fondo giallastro, circondate da un bordo eritematoso, spesso accompagnate da sintomatologia dolorosa. In particolare nella MC si osservano di piccole dimensioni (miliari) o addirittura a tendenza estensiva e con possibile coinvolgimento genitale. Il loro decorso è spesso indipendente da una M.I.C.I., potendo infatti precedere la loro comparsa e intercorrere autonomamente rispetto alla patologia digestiva.Viene comunque consigliato nel caso di una aftosi  recidivante  dopo aver escluso altre cause, una esplorazione intestinale soprattutto nei casi di familiarità per una M.I.C.I.

 

Eritema nodoso : Patologia dermatologica, più frequente  nel sesso femminile, è di maggiore riscontro nella MC ( 2-15 % ) rispetto alla RCU ( 0,5-9 % ). Clinicamente si presenta come noduli o nodosità ( Fig.1) di solito alle gambe,bilateralmente. I noduli sono dolenti spontaneamente o al solo contatto con le lenzuola; hanno un diametro di 2-3 centimetri e un colore rosso acceso nella fase iniziale che diventa bruno pigmentario al momento della guarigione. Nella MC possono anche essere monolaterali, scarse come numero, localizzati alla faccia posteriore delle gambe e anche agli arti superiori. L’andamento è talvolta recidivante in qualche settimana o in anni e più frequentemente si diagnostica al primo anno di una M.I.C.I. già nota. Sembra non correlarsi  alla  malattia  digestiva, ma apparirebbe come un segno di progressione della patologia intestinale stessa. In certi casi  può manifestarsi come sintomo d’esordio della sottostante patologia intestinale che bisogna sempre ricercare, naturalmente dopo aver escluso altre cause, come per esempio le infezioni da Yersinia, Salmonella, Shigella , Campylobacter ecc.

Il riposo e la terapia dell’acuzie intestinale conducono in genere alla regressione delle manifestazioni cutanee. Raramente e sotto stretto consiglio gastroenterologico, si possono utilizzare per brevi cicli, farmaci antinfiammatori non steroidei o colchicina. 

Figura 1 

Eritema nodoso

 

Dermatosi neutrofiliche : Sono dermatosi così definite perché all’esame istologico il neutrofilo (elemento dei globuli bianchi) è prevalente numericamente nella componente infiammatoria cutanea.

Pioderma Gangrenoso.

Clinicamente si presenta come una ulcerazione superficiale con un bordo di colorito violaceo e al centro aree pustolose nella fase iniziale, tendendo nella sua evoluzione a estendersi  e a divenire più profonda  oppure all’esito cicatriziale ( Fig 2 ). Le sedi più colpite sono gli arti inferiori, il tronco, ma anche la mucosa orale e nelle forme di MC con ileostomia, le  regioni peristomali. Le lesioni possono essere  uniche o multiple, recidivare in un terzo dei casi e associarsi ad afte del cavo orale.           

Complica dal 2 al 5 % dei casi le M.I.C.I., con uguale frequenza la RCU e la MC, soprattutto se a localizzazione colica o ileocolica .

Il Pioderma Gangrenoso abitualmente appare dopo una decina d’anni d’evoluzione di una M.I.C.I., soprattutto nelle sue fasi di riaccensione, potendo in alcuni casi però precedere ogni sintomatologia intestinale. Infatti di fronte a un Pioderma Gangrenoso, escluse altre eziologie (emopatie e patologie reumatiche ), è d’obbligo indagare l’apparato digestivo. Per quanto riguarda la terapia va ricordato che non sempre risponde alle terapie delle M.I.C.I.

I corticosteroidi sono spesso necessari e come alternativa si può ricorrere  alla sulfasalazina e agli immunosoppressori ( ciclosporina ).

 

Figura 2

Pioderma gangrenoso

 

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