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In
tempi di interdisciplinarietà, la cute e le Malattie Infiammatorie
Croniche Intestinali (M.I.C.I.) rappresentano un ideale modello
di scambio e di collaborazione tra due diverse specialità mediche
: la gastroenterologia e la dermatologia. Infatti se da un lato
è il dermatologo nell’osservare la cute dei pazienti il primo interlocutore
che può sospettare una patologia infiammatoria intestinale altrimenti
sconosciuta, altrettanto importante è l’intervento del gastroenterologo
il quale si trova a gestire lesioni cutaneo-mucose delle quali deve
stabilire un legame con una malattia del tratto digestivo peraltro
già nota.
Le
M.I.C.I. sono patologie che interessano più frequentemente
gli adolescenti e i giovani adulti con un’andamento di solito
caratterizzato dall’alternarsi di periodi di quiescenza e periodi
di acuzie. Si distinguono due entità cliniche che sono: la Rettocolite
ulcerosa (RCU) e la Malattia di Crohn (MC). Tra le sedi d’interessamento
extra digestivo, la cute e l’apparato osteo-articolare, sono le
più coinvolte. Restando in ambito strettamente dermatologico, le
lesioni cutanee possono apparire nel corso di una patologia infiammatoria
cronica intestinale già ben nota, oppure precedere o accompagnare
l’interessamento intestinale, permettendo in questo modo una diagnosi
precoce di un’affezione presente solamente in fase di latenza.
La
percentuale stimata di manifestazioni cutaneo-mucose nelle M.I.C.I.
è molto variabile da casistica a casistica, potendo andare dal 2
% fino all’ 85 %. In uno studio prospettico condotto su 100 pazienti
alcuni Autori hanno riscontrato che il 65 % dei portatori di MC
e il 37 % dei portatori di RCU presentava segni cutanei correlati
alla loro malattia.
Per
semplicità possiamo suddividerle in quattro gruppi:
1)
Dermatosi
reattive d'accompagnamento
: si tratta di diverse affezioni che non sempre
evolvono parallelamente alla patologia intestinale.
2)
Lesioni granulomatose specifiche : sono così definite
perché all’esame istologico l’elemento più caratteristico rinvenuto
è il granuloma gigantocellulare.
3)
Manifestazioni carenziali : eccezionali
nella RCU, dovute per lo più a una sindrome da malassorbimento.
4)
Autoimmuni :
cosi chiamate in senso generico, non inseribili nei precedenti tre
gruppi e con una percentuale di associazione e influenza con una
malattia infiammatoria, variabile da una forma all’altra.
DERMATOSI
REATTIVE D’ACCOMPAGNAMENTO
Aftosi
buccale : Secondo alcuni Autori la loro prevalenza è di
circa poco differente rispetto alla popolazione normale ( 5% ),
secondo altri Autori in realtà sarebbe più elevata arrivando anche
al 20 %. Clinicamente appaiono come comuni afte, cioè piccole erosioni
rotondeggianti, dal fondo giallastro, circondate da un bordo eritematoso,
spesso accompagnate da sintomatologia dolorosa. In particolare nella
MC si osservano di piccole dimensioni (miliari) o addirittura a
tendenza estensiva e con possibile coinvolgimento genitale. Il loro
decorso è spesso indipendente da una M.I.C.I., potendo infatti precedere
la loro comparsa e intercorrere autonomamente rispetto alla patologia
digestiva.Viene comunque consigliato nel caso di una aftosi
recidivante dopo
aver escluso altre cause, una esplorazione intestinale soprattutto
nei casi di familiarità per una M.I.C.I.
Eritema
nodoso : Patologia dermatologica, più frequente
nel sesso femminile, è di maggiore riscontro nella MC ( 2-15
% ) rispetto alla RCU ( 0,5-9 % ). Clinicamente si presenta come
noduli o nodosità ( Fig.1) di solito alle gambe,bilateralmente.
I noduli sono dolenti spontaneamente o al solo contatto con le lenzuola;
hanno un diametro di 2-3 centimetri e un colore rosso acceso nella
fase iniziale che diventa bruno pigmentario al momento della guarigione.
Nella MC possono anche essere monolaterali, scarse come numero,
localizzati alla faccia posteriore delle gambe e anche agli arti
superiori. L’andamento è talvolta recidivante in qualche settimana
o in anni e più frequentemente si diagnostica al primo anno di una
M.I.C.I. già nota. Sembra non correlarsi alla malattia
digestiva, ma apparirebbe come un segno di progressione della
patologia intestinale stessa. In certi casi
può manifestarsi come sintomo d’esordio della sottostante
patologia intestinale che bisogna sempre ricercare, naturalmente
dopo aver escluso altre cause, come per esempio le infezioni da
Yersinia, Salmonella, Shigella , Campylobacter ecc.
Il
riposo e la terapia dell’acuzie intestinale conducono in genere
alla regressione delle manifestazioni cutanee. Raramente e sotto
stretto consiglio gastroenterologico, si possono utilizzare per
brevi cicli, farmaci antinfiammatori non steroidei o colchicina.
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Figura
1
Eritema
nodoso
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Dermatosi
neutrofiliche : Sono dermatosi così definite perché all’esame
istologico il neutrofilo (elemento dei globuli bianchi) è prevalente
numericamente nella componente infiammatoria cutanea.
Pioderma
Gangrenoso.
Clinicamente
si presenta come una ulcerazione superficiale con un bordo di colorito
violaceo e al centro aree pustolose nella fase iniziale, tendendo
nella sua evoluzione a estendersi
e a divenire più profonda
oppure all’esito cicatriziale ( Fig 2 ). Le sedi più colpite
sono gli arti inferiori, il tronco, ma anche la mucosa orale e nelle
forme di MC con ileostomia, le
regioni peristomali. Le lesioni possono essere uniche o multiple, recidivare in un terzo dei casi e associarsi
ad afte del cavo orale.
Complica
dal 2 al 5 % dei casi le M.I.C.I., con uguale frequenza la RCU e
la MC, soprattutto se a localizzazione colica o ileocolica .
Il
Pioderma Gangrenoso abitualmente appare dopo una decina d’anni d’evoluzione
di una M.I.C.I., soprattutto nelle sue fasi di riaccensione, potendo
in alcuni casi però precedere ogni sintomatologia intestinale. Infatti
di fronte a un Pioderma Gangrenoso, escluse altre eziologie (emopatie
e patologie reumatiche ), è d’obbligo indagare l’apparato digestivo.
Per quanto riguarda la terapia va ricordato che non sempre risponde
alle terapie delle M.I.C.I.
I
corticosteroidi sono spesso necessari e come alternativa si può
ricorrere alla sulfasalazina
e agli immunosoppressori ( ciclosporina ).
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Figura
2
Pioderma
gangrenoso
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