|
Sindrome
di Sweet o Dermatite acuta neutrofila febbrile.
Tale
dermatosi è così definita perché accanto a sintomi generali, quali
febbre elevata, artralgie a carico soprattutto delle grandi articolazioni,
sulla superficie cutanea si apprezzano papule-pustole o placche
di colore rosso acceso, infiltrate, con estensione periferica e
possibile depressione centrale ( Fig 3 ).
Le
lesioni sono di solito dolorose, scarse o molto spesso numerose,
con una localizzazione preferenziale al viso, agli arti superiori
e inferiori e al tronco.
Sono
inoltre presenti segni laboratoristici tipici, quali aumento della
VES e leucocitosi neutrofila. Anche quando viene posta una diagnosi
di Sindrome di Sweet, dopo aver escluso altre possibili eziologie
di tipo infettivo o ematologico, una sistematica indagine intestinale
sarebbe sicuramente da eseguirsi, in quanto una M.I.C.I. potrebbe
ancora essere sconosciuta e solamente le manifestazioni cutanee
ci potrebbero indirizzare verso l’eventuale sottostante patologia
digestiva.
Nelle
forme severe la terapia steroidea è il trattamento di scelta.
|
|
|
|
Figura
3
Sindrome
di Sweet
|
|
Sindrome
Artro-cutanea associata a M.I.C.I.
Patologia
rara ma non eccezionale, di osservazione più frequente nella RCU,
si caratterizza oltre che per i
sintomi generali quali febbre, mialgie, poliartralgie, artriti
Periferiche
e congiuntiviti, per la presenza sul mantello cutaneo di pustole
non follicolari poste su di una base eritematosa di dimensioni variabili
da 2 a 8 mm di diametro, localizzate preferenzialmente sulla faccia
esterna degli arti superiori, sugli arti inferiori, ma anche al
tronco ed al capillizio.
Si possono inoltre ritrovare elementi a tipo eritema nodoso. Da
un punto di vista diagnostico il riscontro di tali lesioni può essere
importante perché potrebbe rivelare una sottostante M.I.C.I. misconosciuta;
la manifestazione può avere un’ evoluzione parallela alla sottostante patologia digestiva.
Circa la sua origine, si discute se sia una variante della Sindrome
di Sweet, oppure se possa essere considerata una forma particolare
di Pioderma Gangrenoso. E’ conosciuta anche con il nome di “Eruzione
vescico-pustolosa della RCU” o “Vasculite pustolosa” ed è sovrapponibile
alla “Sindrome da by-pass digestivo”, complicazione classica delle
derivazioni digiuno- ileali
utilizzate in passato per la terapia della grande obesità.
Il
trattamento è quello della malattia di base : in fase acuta steroidi
per via generale, sulfasalazina, mesalazina .
Piostomatite-piodermite
vegetante.
Anche
in questo caso si tratta di una patologia rara, pur essendo un marker
molto specifico di M.I.C.I.
Si osservano anche in questa patologia delle caratteristiche
lesioni pustolose che tendono a riunirsi così da far assumere alle
aree colpite
(
gengive, faccia interna delle guance, labbra e il palato ) un caratteristico
aspetto che viene definito a “tracce di lumaca”. In genere non danno
nessuna sintomatologia, appaiono molto fragili e facilmente vanno
incontro a erosioni con sanguinamento
e tendono anche a diventare vegetanti. Talora, in circa la
metà dei casi, si associano anche lesioni francamente pustolose
e vegetanti sulla cute. Va comunque ricordato che è difficile sostenere
in certe localizzazioni una propria autonomia, rispetto a patologie
bollose, soprattutto del gruppo pemfigo.
Vasculiti.
Ne
esistono di diverse varietà e sono di rara osservazione nelle M.I.C.I.
Si
osservano varianti cosiddette leucocitoclasiche ( clinicamente appaiono
come chiazzette rotondeggianti, confluenti, di colore rosso porpora
agli arti inferiori ), forme granulomatose (sono rilevatezze nodulari
profonde o talvolta anche ulcerate ) accompagnate da mialgie, artralgie,
neuropatie periferiche e di riscontro più frequente nelle M.I.C.I.
di antica data e in particolare nella MC.
La
terapia steroidea per via generale è di solito la più indicata.
Eritema
Polimorfo.
Clinicamente
si presenta come caratterizzato da lesioni di tipo papuloso, rotondeggianti,
di colore rosso, con aspetto tipico a “bersaglio”, in genere da
attribuire all’assunzione di un farmaco ( solitamente mesalazina
).
LESIONI
GRANULOMATOSE SPECIFICHE
Sono
patologie cutanee che riguardano soprattutto la MC e sono così definite
perché, come ho precedentemente detto, il loro aspetto istologico
è uguale a quello rinvenuto a livello intestinale. Quando il loro
coinvolgimento è a livello ano-perineale od oro-facciale, il contagio
avviene per contiguità, se invece sopravvengono a distanza dal tubo
digestivo le lesioni sono dette “metastatiche”.
Lesioni
anoperineali : Sono le più frequenti localizzazioni
cutaneo-mucose nella MC e si osservano nel 35-40 % dei casi, soprattutto
nell’interessamento colico. Precedono generalmente i sintomi digestivi,
nell’ 8-30 % dei casi, di qualche mese o di qualche anno. Gli aspetti
clinici possono essere molto diversi, dal riscontro di fistole anali
( più grandi rispetto alle comuni fistole ), di lesioni vegetanti
a tipo marasche ( emorroidi vuote ), a caratteristiche ulcerazioni
a disposizione lineare come se fossero provocate dal taglio con
un coltello.
L’evoluzione
alterna momenti di miglioramento a fasi di peggioramento indipendenti
dalla malattia di base.
Lesioni
genitali : Si osservano generalmente nella MC (di solito
colica o rettale) già nota da qualche anno, potendo essere sia isolate,
sia associate a lesioni ano-perineali. Nella donna hanno
più frequentemente l’aspetto di ulcerazioni a disposizione
lineare a “taglio di coltello” in sede vulvare o di edema labiale
duro, doloroso spesso monolaterale .Nell’uomo sono invece di reperto
eccezionale e possono presentarsi con un edema duro, scrotale o
penieno, fimosi serrata ed ulcerazioni lineari.
Lesioni
oro-facciali : Possono presentarsi con molteplici aspetti
clinici, sia come ulcerazioni lineari che aftoidi, o con aspetto
polipoide in sede gengivale o anche ad “acciottolato”, simile a
quello che si riscontra a livello intestinale, alla faccia interna
delle guance e alle labbra. E’ possibile anche un coinvolgimento
esteso a tutte le labbra che divengono ispessite e infiltrate, di
consistenza dura, così da rendere ragione del termine di “cheilite
granulomatosa”.
Lesioni
cutanee : Sono rare e molto ingannatrici perché possono
avere aspetti clinici poco specifici : dal semplice eritema facciale
a noduli e placche infiltrate o ulcerate, a quadri simil erisipela,
che in ogni caso devono indurci a sottoporre a biopsia qualsiasi
manifestazione dermatologica poco chiara nei pazienti portatori
di M.I.C.I.
La
terapia è spesso difficile e lungi dall’essere codificata, prevedendo
l’uso di farmaci steroidei per via orale, steroidi topici o intralesionali,
antibiotici per via generale ( tetracicline, nuovi macrolidi metronidazolo
), sulfasalazina, immunosoppressori, immunomodulatori, anticorpi
anti-TNF e nelle lesioni singole l’asportazione chirurgica.
MANIFESTAZIONI
CARENZIALI
Sono
dovute a una condizione di malassorbimento e sono molto rare, se
non eccezionali, nella RCU. Questi stati carenziali possono essere
totali o selettivi ( vitamine, folati, ferro, proteine ), ma soprattutto
importanti sono quelli a carico degli acidi grassi essenziali. La
loro importanza sembra essere correlata alla possibile comparsa
di disturbi pigmentari quali sindromi pellagroidi e lesioni mucose
(glossiti, cheiliti ecc.), a chiazze ecchimotiche da deficit di
vitamina C, fino a stati eczematosi e di secchezza cutanea. Sono
anche segnalati casi di ipozinchemia correlati al malassorbimento,
ma anche al ridotto apporto e alle perdite digestive, soprattutto
nella MC. Molto rari e di più difficile inquadramento sono gli stati
infiammatori aspecifici delle pieghe ( intertrigo ) e della regione
ano-genitale.
ALTRE
MANIFESTAZIONI CUTANEE
Per
completezza segnaliamo altre rare patologie dermatologiche, come
l’Epidermolisi bollosa acquisita, riscontrata nel 30 % dei casi
di M.I.C.I., in particolare nella MC. Clinicamente si diagnosticano
per la presenza di franche lesioni bollose nelle sedi di maggior
traumatismo ( dorso delle mani, gomiti, ginocchia, calcagni ), accompagnate
talora anche da lesioni alle mucose orali, faringo-laringee, esofagee
o congiuntivali . In genere si rinvengono nelle M.I.C.I. già note,
ma a volte possono precedere anche di molti anni la loro insorgenza
e ciò giustifica il ricorso a esami di funzionalità intestinale
nei pazienti affetti da Epidermolisi bollosa acquisita.
Molto
più raramente si associano alle M.I.C.I. altre patologie bollose
del gruppo pemfigo o pemfigoide e casi di vitiligine, alopecia areata
e lupus eritematoso, dati a favore di una loro origine
autoimmune.
Da
ultimo vengono riportati pazienti con ippocratismo digitale ( dita
delle mani ingrossate e unghie a vetrino d’orologio ) e per concludere
casi di psoriasi ( dermatosi con chiazze eritemato-desquamative
) nel suo aspetto classico, ma più frequentemente nella variante
pustolosa.
Bibliografia:
E.
Delaporte e F. Piette Encycl Med Chir Dermatologie 98-876-A-10,2000,12p.
Jean-Hilaire-Saurat
et al.Dermatologia e malattie sessualmente trasmesse (2° edizione)
pag 933 Ed.Masson.
|
Articolo
pubblicato su "NOI A.M.I.C.I." del Dicembre 2003
A
|
|