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Per
il viaggiatore con o senza M.I.C.I., cibi e bevande rappresentano
la maggior fonte di malattie dello stomaco e dell’intestino.
ACQUA
In
paesi con scarsa igiene solo le seguenti bevande possono essere
considerate sicure da bere: acqua bollita, bevande calde (thè o
caffè) preparate con acqua bollita, bevande imbottigliate e gasate,
birra, vino.
Il
ghiaccio preparato con acqua di ignota provenienza dovrebbe essere
evitato. È più sicuro bere da una cannuccia o dalla bottiglia direttamente
che da un bicchiere di incerto lavaggio.
Comunque
acqua presente sulla superficie della cannuccia o della bottiglia
che verrà a contatto con la bocca potrebbe essere contaminata. Perciò
la cannuccia e/o bottiglia dovranno essere asciutte e pulite.
In
aree dove l’acqua è contaminata i viaggiatori non dovrebbero lavarsi
i denti con acqua del rubinetto.
TRATTAMENTO
DELL’ACQUA
Il
metodo più consigliato per rendere l’acqua sicura da bere è bollirla.
Portare
l’acqua ad un punto di ebollizione vigoroso, e poi farla raffreddare
senza aggiungere ghiaccio.
Ad
elevate altitudini, far bollire vigorosamente l’acqua per pochi
minuti ed usare disinfettanti chimici. Aggiungere un pizzico di
sale o di acqua corrente da un recipiente ad un altro migliorerà
il gusto. La disinfezione chimica può essere raggiunta con iodio
o cloro. Lo iodio permette una più ampia disinfezione in varie circostanze.
Per la disinfezione con lo iodio usare tintura di iodio.Questo disinfettante
si può trovare in farmacia (leggere e seguire le istruzioni accluse).Se
l’acqua è molto fredda riscaldarla o aumentare il tempo di azione
dei disinfettanti. I centri per il controllo e la prevenzione delle
malattie non danno raccomandazioni sull’uso di filtri portatili
in vendita per la mancanza di risultati, indipendentemente dalla
loro efficacia. Tenere presente che, comunque, molti organismi che
provocano malattie, possono sopravvivere alle usuali temperature
raggiunte dell’acqua calda di hotels di oltre oceano.
ALIMENTI
Dovrebbero
essere scelti con cura. Ogni cibo potrebbe essere contaminato, particolarmente
in aree di scarsa igiene.
In
particolare insalate, verdure non cotte e frutta, latte non pastorizzato
e prodotti caseari, mitili (cozze, vongole etc.). Se sbucci frutta
da te, essa è generalmente sicura. Cibi che sono stati cotti e sono
ancora caldi sono generalmente sicuri. Bambini più piccoli di 6
mesi dovrebbero essere allattati al seno o con formule in polvere
preparate con acqua bollita. Alcuni pesci non sono sicuri anche
quando cotti per la presenza di tossine nella loro carne. Pesce
corallino, dei tropici, il pesce ladro, il pesce bandiera, la cernia,
il pesce persico possono occasionalmente essere tossici per tempi
non prevedibili se essi sono presi nella barriera dei tropici anziché
in oceano aperto. Il barracuda ed il pesce palla sono spesso tossici,
e generalmente non dovrebbero essere mangiati. Aree a più alto rischio
includono le isole dell’ovest dell’India, e quelle degli Oceani
Pacifico e Indiano, parte tropicale.
DIARREA
DEL VIAGGIATORE
I
sintomi tipici della diarrea del viaggiatore (DV) sono la diarrea,
la nausea, il vomito, l’urgenza alla defecazione ed il malessere
generale. La DV dura in genere 3-7 giorni.
Aree
ad alto rischio includono paesi sottosviluppati dell’Africa, del
Medio Oriente, dell’America Centrale. Il rischio di infezione varia
dal tipo di alimenti e dalla provenienza: basso rischio in case
private, alto rischio per alimenti assunti da venditori ambulanti.
La DV è molto più comune nei giovani adulti che nella popolazione
più anziana, senza differenza tra maschi e femmine. La DV è generalmente
contratta attraverso la ingestione di cibi ed acqua contaminati
da feci. Il migliore modo per prevenire la DV è di fare meticolosa
attenzione alla scelta di cibi e bevande. I centri per il controllo
e la prevenzione delle malattie non raccomandano l’uso di antibiotici
per prevenire la DV perché essi possono causare ulteriori problemi.
Per
il trattamento, dovrebbero essere somministrati liquidi orali a
chi soffre di diarrea. Succhi di frutta, bevande leggere (preferibilmente
senza caffeina) e crackers salati sono consigliati. È consigliato
anche l’uso di soluzioni orali reidratanti. Evita invece prodotti
caseari e tutte le bevande che non contengono acqua di qualità.
I farmaci antimicrobici quali la Doxyciclina o il Bactrim possono
accorciare la durata della malattia. Consulta il tuo medico per
modalità di assunzione e dosi. Antidiarroici quali l’Imodium possono
ridurre il numero delle scariche di diarrea, ma possono causare
complicazioni a persone con serie infezioni. È importante per il
viaggiatore consultare un medico per il trattamento della diarrea
nei bambini e nei giovani perché alcuni dei farmaci menzionati non
sono consigliati per la loro età.
Il
più grande rischio per i bambini e specialmente per i giovani è
la disidratazione. La prevenzione della disidratazione attraverso
la somministrazione di zuppe, sottili porri, ed altre bevande sicure
è consigliato.
A
bambini con diarrea, che manifestano segni di moderata disidratazione
quali sete e irrequietezza, dovrebbe essere somministrata una soluzione
di reidratazione per via orale. Questa consiste in un pacchetto
di sale e carboidrati che dovrebbero essere preparati seguendo le
istruzioni del pacchetto e usando acqua bollita o trattata. Tutto
questo è largamente disponibile all’estero. Se si manifesta diarrea
con sangue, disidratazione, febbre, o vomito persistente, cerca
l’immediato aiuto di un medico. Molti episodi di DV si risolvono
in pochi giorni. Come per tutte le malattie è meglio consultare
il medico piuttosto che tentare di fare da se specialmente in caso
di donne gravide e bambini. I viaggiatori dovrebbero cercare l’aiuto
del medico se la diarrea è severa e con sangue, se non si risolve
entro pochi giorni, o se si accompagna a febbre, sensazione di freddo,
o se il viaggiatore è incapace di trattenere la quantità di liquidi
assorbiti è perciò si disidrata.
·
EPIDEMIOLOGIA
La
DV è una sindrome caratterizzata da un incremento di due volte o
più nella frequenza dell’espulsione di feci non formate.
I
sintomi comunemente associati alla DV sono crampi addominali, la
nausea, l’eruttazione, l’urgenza alla defecazione, la febbre, il
senso di malessere. Episodi di DV cominciano di solito improvvisamente,
insorgono durante il viaggio o subito dopo il ritorno a casa, e
sono generalmente di breve durata. Il fattore di rischio più importante
è la località di destinazione del viaggiatore. Le percentuali di
attacchi comunemente riportati oscillano tra il 20-50%. Destinazioni
ad alti rischio sono molti dei paesi in via di sviluppo dell’America
Centrale, Africa, Medio Oriente ed Asia. Destinazioni a rischio
medio includono molti paesi del Sud Europa e poche isole dei Caraibi.
Destinazioni a basso rischio includono il Canada, il Nord Europa,
l’Australia, la Nuova Zelanda, gli Stati Uniti alcune altre isole
dei Caraibi.
La
DV è lievemente più comune in giovani adulti che negli anziani.
Le ragioni di questa differenza non sono conosciute, ma possono
includere una mancata immunità acquisita, modi di viaggiare più
avventurosi e differenti abitudini ad alimentarsi. La acquisizione
della DV avviene attraverso l’ingestione di acqua o alimenti inquinati
da feci.
Possono
essere implicati cibi cotti e non cotti se manipolati impropriamente.
Cibi particolarmente a rischio includono: alimenti crudi o non cotti
e pesce, frutta e vegetali crudi, acqua del rubinetto, ghiaccio,
latte non pastorizzato e prodotti caseari. Bevande sicure includono
quelle gasate e imbottigliate., birra, vino, caffè o tè caldi, acqua
bollita o trattata con iodio o cloro. Il luogo ove è preparato il
cibo sembra essere una variabile importante. Case private presentano
rischio meno elevato di ristoranti e di venditori ambulanti.
La
DV tipicamente si presenta con 4-5 scariche al giorno di feci acquose
o poco formate. La durata media della diarrea è di 3-4 giorni. Il
10% dei casi dura più a lungo di una settimana, approssimativamente
il 2% dura più di 1 mese e poco più dell’1% dura più di 3 mesi.
La diarrea persistente è perciò abbastanza non comune e può differire
considerevolmente dalla DV acuta per quanto concerne l’eziologia
e i fattori di rischio. Approssimativamente il 15% delle persone
colpite presentano vomito, ed il 2% - 10% possono avere diarrea
accompagnata da febbre e/o feci ematiche. I viaggiatori possono
presentare più di un attacco di DV durante un singolo viaggio. La
DV raramente è mortale.
·
EZIOLOGIA
La
causa primitiva della diarrea del viaggiatore è rappresentata da
agenti infettivi. I viaggiatori da paesi industrializzati a paesi
in via di sviluppo presentano un rapido, drammatico cambiamento
nel tipo di organismi del loro tratto intestinale. Questi nuovi
organismi spesso
includono
patogeni intestinali potenziali. Soggetti che sviluppano diarrea
hanno ingerito una quantità di organismi virulenti sufficientemente
elevata da sopraffare i meccanismi di difesa individuali.
·
BATTERI PATOGENI INTESTINALI
In
tutti i paesi ove sono state condotte indagini, l’Escherichia coli
enterotossico (ECET) rappresenta l’agente eziologico più comune
della DV. L’ECET provoca diarrea acquosa con crampi e febbre moderata
o assente. La gastroenterite da salmonella è una malattia ben conosciuta
che si presenta in varie parti del mondo. Nelle nazioni industrializzate,
questo largo gruppo di organismi è la causa più comune di diarrea
associata ad alimenti. Nei paesi in via di sviluppo, la proporzione
di casi di DV causata da salmonelle non tifoidee è varia ma non
è alta.
Le
salmonelle possono causare anche dissenteria caratterizzata da feci
di piccolo volume contenente muco e sangue. Le shigelle sono ben
conosciute come agenti della dissenteria bacillare. Esse rappresentano
la causa della DV in più del 20% dei viaggiatori nei paesi sottosviluppati.
Il
campilobacter digiunale è una causa comune di diarrea nel mondo;
esso è responsabile di una piccola percentuale di casi di DV, alcuni
dei quali con diarrea ematica. Il vibrione paraemolitico è assorbito
con la ingestione di pesce crudo o scarsamente cotto ed è stato
la causa della DV in passeggeri su navi da crociera nei Caraibi
o nei giapponesi che viaggiavano in Asia. Altri batteri patogeni
meno comuni includono: l’Escherichia coli, la Yersinia enterocolitica,
il Vibrione del colera 01,0139 e verosimilmente l’Aeromonas idrifila.
·
VIRUS PATOGENI DELL’INTESTINO: ROTAVIRUS E VIRUS NORWALK
Non
solo batteri ma anche virus possono provocare la DV. In 6 studi
il 36% della DV era associata a rotavirus nelle feci. Comunque un
considerevole numero di viaggiatori asintomatici hanno anche rotavirus,
e più del 50% di persone asintomatiche con infezione da rotavirus
presentano anche patogeni non virali. Dal 10 al 15% dei viaggiatori
sviluppano evidenza sierologica di infezione con virus Norwalk.
È meno chiaro il ruolo degli adenovirus, astrovirus, coronavirus,
enterovirus, ed altri agenti virali nel causare la DV.
·
PARASSITI PATOGENI DELL’INTESTINO
I
pochi studi che hanno incluso anche l’esame di parassiti rivelano
che più del 6% delle persone con diarrea del viaggiatore hanno una
Giardia Lamblia, e più del 6% l’Entoameba hystolitica. Recentemente
in casi sporadici di DV è stata riconosciuta la Cryptosporidia.
·
CAUSE NON CONOSCIUTE
Nessun
dato è stato presentato per supportare cause non infettive della
DV quali affaticamento, altitudine, modificazioni della dieta etc.
La evidenza corrente indica che in quasi tutti i casi, fatta eccezione
per pochi, uno o più agenti infetti causano la DV. Comunque anche
applicando i migliori metodi correnti per la determinazione di batteri,
virus e parassiti, il 20%-50% dei casi con DV rimane ad eziologia
sconosciuta.
·
PREVENZIONE
Vi
sono 4 possibili approcci alla prevenzione della DV. Essi includono:
1) le istruzioni concernenti il consumo di cibi e bevande; 2) l’immunizzazione;
3) l’uso di farmaci non antimicrobici; 4) l’uso di farmaci non antimicrobici
a scopo profilattico.
I
dati indicano che l’attenzione meticolosa al consumo di cibi e bevande
come sopra menzionato può ridurre lo sviluppo della DV. Molti viaggiatori
incontrano difficoltà nell’osservare le restrizioni dietetiche richieste.
Non vi sono vaccini disponibili e non ve ne saranno nei prossimi
3 anni contro la DV. Numerosi agenti antimicrobici sono stati proposti
per la prevenzione della DV.
Studi
controllati disponibili indicano che l’uso profilattico di difenoxina,
il metabolita attivo del difenossilato, attualmente incrementa la
incidenza della DV, oltre a produrre altri effetti collaterali indesiderati.
Agenti antiperistaltici (Imodium) non sono efficaci nel prevenire
la DV. Nessun dato supporta l’uso profilattico di carbone inattivato.
Il subsalicilato di bismuto, preso come ingrediente (2 cpr ogni
6 ore/die) ha ridotto la incidenza della diarrea di circa il 60%
in molti studi controllati. Effetti collaterali includono annerimento
temporaneo della lingua e delle feci, nausea occasionale e stipsi
e, raramente, ronzio negli orecchi. Non vi sono sufficienti dati
disponibili per escludere un rischio al viaggiatore dall’uso di
così larghe dosi di subsalicilato di bismuto per più di 3 settimane.
Questo farmaco dovrebbe essere evitato da persone con allergia all’aspirina,
insufficienza renale e gotta, e da quelli che assumono anticoagulanti,
probenecid o methotrexato. In pazienti con IBD che già assumono
salazopirina o 5-ASA dosi di subsalicilato di bismuto possono produrre
concentrazioni sieriche tossiche di salicilati. Precauzioni dovrebbero
essere usate nel somministrare subsalicilato di bismuto ad adolescenti
e bambini con varicella o influenza per un rischio potenziale della
sindrome di Reye. Il subsalicilato di bismuto non è stato approvato
per i bambini al di sotto dei 3 anni. Dati controllati sono disponibili
sul valore profilattico di altri numerosi farmaci non antimicrobici.
L’Enterovioformio ed i relativi derivati idrossichinolonici alogenati
(Mexaform) non sono utili nella prevenzione della DV, possono avere
seri effetti collaterali neurologici, e non dovrebbero mai essere
usati per la profilassi della DV. Studi controllati hanno indicato
che una varietà di antibiotici quali doxiciclina, Bactrim, ciprofloxacina
e norfloxacina (fluorochinolonici), quando assunti profilatticamente,
sono stati efficaci nel prevenire la diarrea del viaggiatore nel
52% - 95% dei casi in numerosi paesi in via di sviluppo. Questi
antibiotici possono essere assunti da pazienti con M.I.C.I. per
la prevenzione della DV. La efficacia di questi agenti dipende comunque
dal pattern di resistenza antibiotica dei batteri patogeni in ciascuna
area di viaggio, e tale informazione è raramente disponibile. La
resistenza ai fluorochinolonici è la meno comune, ma questa può
cambiare man mano che il consumo di questi agenti aumenta nel mondo.
Sebbene efficaci nel prevenire alcune cause batteriche di diarrea,
gli antibiotici non sono efficaci nella diarrea di origine virale
o parassitica. I benefici
dell’uso profilattico di una ampia varietà di farmaci quali doxiciclina,
chinolonici, Bactrim in milioni di viaggiatori devono essere considerati
e raffrontati ai potenziali svantaggi. I rischi considerati includono
allergie ed altri effetti collaterali: rashes cutanei, fotosensibilità
della pelle, disordini ematologici, sindrome di Steven-Johnson e
colorazione dei denti nei bambini, così come altre infezioni che
possono essere indotte dalla terapia antimicrobica, (come da antibiotici,
vaginite da candida, enterite da salmonella). Per gli incerti rischi
della somministrazione di questi antimicrobici, il loro uso profilattico
non è raccomandato.
Sebbene
sembri ragionevole usare antibiotici a scopo profilattico in certi
gruppi ad alto rischio, quali viaggiatori immunodepressi o immunodeficienti
nessun dato supporta questa pratica. Perciò agenti antimicrobici
a scopo profilattico non sono raccomandati per i viaggiatori. Invece
dati disponibili suffragano la raccomandazione che i viaggiatori
siano istruiti nelle pratiche dietetiche quale misura profilattica.
Questa raccomandazione è giustificata dagli eccellenti risultati
del trattamento precoce della diarrea del viaggiatore come sarà
sottolineato più avanti.
·
TRATTAMENTO
Individui
con DV hanno due maggiori disturbi: i crampi addominali e la diarrea.
Molti agenti sono stati proposti per controllare questi sintomi,
ma pochi sono stati provati essere efficaci in rigorosi studi clinici.
a)
AGENTI NON SPECIFICI
Numerosi
“adsorbenti” sono stati usati nel trattamento della diarrea. Per
esempio carboni attivati sono stati trovati essere inefficaci nel
trattamento della diarrea. Sono anche stati proposti preparati con
lactobacilli e yogurt, ma nessuna evidenza supporta l’uso di questi
trattamenti per la DV. Caolino e pectina sono state ampiamente usati
per la diarrea. La combinazione sembra dare più consistenza alle
feci ma non è stato dimostrato che riduce crampi e frequenza delle
feci, né che accorcia il corso della diarrea.
Preparazione
a base di salicilati di bismuto riducevano la frequenza delle feci
ed accorciavano la durata della malattia in numerosi studi controllati
con placebo. Il trattamento era limitato a 48 ore, con non più di
8 dosi nelle 24 ore. Pazienti con M.I.C.I. che già assumono salazopirina
o 5-ASA e pazienti con insufficienza renale non devono assumere
tali farmaci.
b)
AGENTI CHE RIDUCONO LA MOTILITÀ INTESTINALE
Agenti
che riducono la motilità intestinale sono ampiamente usati nel trattare
la DV. Oppioidi naturali (codeina, tintura di oppio etc.) sono stati
a lungo usati per controllare diarrea e crampi. Agenti sintetici
quali difenossilato e loperamide, dati in dosaggi convenienti, risolvono
temporaneamente la DV non complicata. Comunque questi farmaci dovrebbero
essere usati con cautela in pazienti con M.I.C.I. e comunque evitati
se la forma clinica di M.I.C.I. è quella grave per il rischio di
una complicanza severa chiamata megacolon tossico. Questi farmaci
dovrebbero essere interrotti se persistono sintomi per più di 48
ore; difenossilato e loperamide non dovrebbero essere dati a bambini
al di sotto dei 2 anni.
c)
TRATTAMENTO ANTIMICROBICO
I
viaggiatori che sviluppano diarrea con tre o più scariche, in un
periodo di 8 ore, specie se associata a nausea, vomito, crampi addominali,
febbre o sangue nelle feci, possono beneficiare di un trattamento
antimicrobico. Una malattia tipica di 3-5 giorni può spesso essere
accorciata ad 1 giorno, se trattata con agenti antimicrobici efficaci.
La efficacia della terapia antimicrobica dipenderà dall’agente eziologico
e dalla sua sensibilità agli antibiotici. Gli antibiotici più efficaci
sono il Bactrim, o la ciprofxloxacina (500 mg) presa due volte al
giorno. Altri fluorochinolonici, quali norfloxacina e ofloxacina,
possono egualmente essere efficaci come la ciprofloxacina. Minori
effetti collaterali e minore resistenza batterica sono stati riportati
con i fluorochinalonici più che con il Bactrim. Tre giorni di trattamento
sono raccomandati, sebbene due giorni o meno possono essere sufficienti.
Nausea e vomito senza diarrea non dovrebbero essere trattati con
agenti antimicrobici. I viaggiatori dovrebbero consultare un medico
più che curarsi da soli se la diarrea è severa e non si risolve
in diversi giorni, se vi è sangue e/o muco nelle feci, o se vi è
disidratazione con diarrea persistente.
d)
LIQUIDI ORALI
Molti
casi di diarrea sono di breve durata e richiedono solo integrazione
di fluidi e sali, persi con le feci diarroiche. Tutto questo è meglio
ottenuto con soluzioni reidratanti orali (sali di reidratazione
orale della Organizzazione Mondiale della Sanità) (Tab. 1).
|
Ingrediente
|
Quantità
|
|
Cloruro
di sodio
|
3,5
grammi / litro
|
|
Cloruro
di potassio
|
1,5
grammi / litro
|
|
Glucosio
|
20,0
grammi / litro
|
|
Citrato
di sodio
|
2,9
grammi / litro
|
Tabella
1 Composizione
della soluzione reidratante orale della Organizzazione Mondiale
della Sanità (WHO) per la
diarrea del viaggiatore.
Queste
soluzioni sono appropriate per trattare o prevenire la disidratazione.
Pacchetti di sali per la reidratazione orale sono disponibili in
negozi o farmacie in quasi tutti i paesi in via di sviluppo. Questi
sali sono aggiunti ad acqua bollita o trattata. Le istruzioni sul
pacchetto dovrebbero essere controllate attentamente per assicurare
che i sali siano aggiunti ad un corretto volume di acqua. Una soluzione
di sali dovrebbe essere consumata o eliminata entro 12 ore se tenuta
a temperatura ambiente o 24 ore se mantenuta in frigorifero. Dovrebbero
essere evitate bevande ghiacciate e liquidi imbottigliati non carbonati
fatti con acqua di incerta qualità. Prodotti caseari aggravano la
diarrea in alcune persone e dovrebbero essere evitati.
·
BAMBINI CON DIARREA
Bambini
di due anni o più piccoli sono ad alto rischio di contrarre la DV.
Il più grave rischio del bambino con diarrea è la disidratazione.
La disidratazione è meglio prevenuta dall’uso di soluzioni orali
di sali della WHO in aggiunta ai pasti usuali. Le soluzioni di sali
spesso sono vomitate. Ma se somministrate con cucchiaino in frequenti,
piccoli sorsi questo non avviene. Bambini allattati al seno dovrebbero
continuare ad essere allattati in questo modo.
Per
bambini che si alimentano dalle bottiglie, dovrebbero essere somministrate
formulazioni con scarso o senza lattosio. Bambini più grandi che
ricevono alimenti solidi o semisolidi continueranno a ricevere la
loro usuale dieta durante la malattia. Alimenti consigliati sono:
cereali, yogurt, frutta, vegetali, amidi. Attenzione medica immediata
è richiesta per bambini con diarrea che sviluppano segni di moderata
o severa disidratazione (Tab.2), diarrea ematica, febbre più alta
di 39°, o vomito persistente.
|
Segni
|
Lieve
|
Moderato
|
Severo
|
|
Condizione
generale
|
Assetato
Irrequieto
Agitato
|
Assetato
Irrequieto
Irascibile
|
Ritirato
Sonnolente
Comatoso
|
|
Polso
|
Normale
|
Frquente-debole
|
Frequente-debole
|
|
Fontanelle
anteriori
|
Normali
|
Infossate
|
Molto
infossate
|
|
Urine
|
Normali
|
Ridotte
|
Nessuna
per molte ore
|
|
Perdita
di peso
|
4 % -
5 %
|
6 % -
9 %
|
10 % o
più
|
Tabella
2 Valutazione
dei livelli di disidratazione nei bambini
Articolo
pubblicato su "NOI A.M.I.C.I." del Giugno 2001
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